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Era una settimana che per mia scelta avevo deciso nuovamente di fare una pausa.
Perché sono sincera, entrare per assistere a una faida ne faccio volentieri a meno.
Sapeste quante ne ho vissute nella mia vita e per quanto tempo.
Uno dei motivi per cui sono entrata qua è stata fondamentalmente la ricerca di me stessa.
Avrei fatto volentieri a meno di fare un nuovo pezzo, che pezzo non è.
Ed è l’ultimo per me.
Potevo stare zitta.
Certo che potevo.
Ma poi i conti con me stessa li devo fare io.
E la mia onestà stavolta non mi permetteva di stare zitta.
Non volevo entrare in una guerra.
Ma tacere su quello che ho letto no.
Questo non mi va.
Quindi faccio la mia di considerazione.
E mi è permesso, c’è scritto.
Entrando ho trovato bellezza.
Ho trovato quasi una favola.
Ho trovato amici.
Ho trovato gente con cui parlare.
Ho trovato tutto quello che mi stava mancando.
Cosa c’era di più bello che condividere le nostre piccole cose?
Ho letto autori meravigliosi, pezzi fantastici.
Ho letto cose che mi hanno fatto pensare per giorni.
All’inizio ho fatto molta fatica, poi piano piano ho trovato quel quid.
Soprattutto perché alcuni di loro, e non sono pochi, mi sono venuti incontro e mi hanno spronato.
Mi hanno detto che vedevano qualcosa.
Così.
Senza volere niente in cambio.
Qualcuno di loro conosce pure Lola e a volte mi dice: salutamela.
Ma che prezzo c’ha questa roba qua?
Ho dato troppo e ho chiesto troppo a questo sito, secondo me.
A un certo punto mi sono fatta prendere la mano e l’ho fatto diventare un po’ mio.
Mi piaceva tutto.
Anche quello che adesso sto detestando.
Un’opinione su quello che è successo ce l’ho.
Certo che ce l’ho.
Ma non è nemmeno questo il punto.
I bravi, i meno bravi, gli esperti, quelli che sono qua da una vita e quelli arrivati ieri possono pensare quello che vogliono e credere quello che vogliono.
Puoi mal tollerare una persona, puoi infastidirti, puoi anche detestarla.
Libero.
Puoi dire quello che pensi, anche brutalmente.
Quello che non accetto è il principio.
La ritieni nel torto e per questo ti senti giustificato a farle del male.
No.
Per me no.
E qua per me non ci sono amici o fazioni.
C’è una regola di vita.
E vale indipendentemente da chi ha detto cosa.
Anche quando a non rispettarla è un amico.
Perché si può anche decidere di stare zitti.
Ci sono mille motivi per farlo.
Ma se l’unico motivo per cui stai zitto è che parlare vorrebbe dire andare contro uno dei tuoi, allora per me c’è qualcosa che non torna.
Perché stai mettendo da parte un principio per convenienza.
E un principio che vale solo quando fa comodo non so più quanto sia un principio.
Oggi è comodo andare a giocare dentro la casa degli specchi.
A seconda delle convenienze scegli di guardarti in quello che ti piace di più.
E domani magari ne scegli un altro.
È facile da dietro uno schermo.
Perché lo schermo dà potere, si sa.
E alla fine andiamo a finire tutti sui cavalli delle giostre.
Se tu che scrivi sai volare così alto, ma sai inciampare così in basso, a me non interessi più.
A me.
Parlo di me.
Perché a quel punto faccio fatica a credere anche a quello che scrivi.
Dico quello che penso io di quello che ho letto.
Punto.
Potevo non dirlo.
Ma poi me ne sarei andata pensando di essere stata zitta proprio quando non volevo esserlo.
E questa cosa mi avrebbe dato più fastidio di tutto il resto.
La gente leggerà.
Ma non mi interessa nemmeno più questo.
Qualcuno capirà cosa voglio dire.
E se non lo capirà nessuno, io vivrò lo stesso.
Davvero grata a tanta gente.
Ragazzi, buona vita a tutti.